Oscilliamo spesso tra tre posizioni apparentemente inconciliabili: vogliamo qualcosa, poi non lo vogliamo più, poi non sappiamo bene cosa vogliamo. Mettiamoci pure dentro il fatto che siamo in un mondo in movimento e che, a volte, anche i governi sembrano volere qualcosa, non volerla e alla fine, stremandoci, non sembra che sappiano nemmeno loro che cosa vogliono. Ma, ironia a parte, non possiamo fare moltissimo per gli effetti su larga scala di questa oscillazione continua. Possiamo però fare qualcosa quando noi ci rendiamo conto di oscillare continuamente. Così, giusto per semplificare le cose, ti racconto un breve episodio personale. All’inizio della scorsa pandemia la collega con cui dividevo lo studio da 25 anni decide di lasciare lo studio. La pandemia le aveva dato la spinta verso la decisione: una spinta che non ha dato a me. Ho passato mesi oscillando tra il fatto di voler rimanere, voler lasciare e, soprattutto, tra il non sapere cosa fare. Il luogo è molto bello e la bellezza per me è sempre un punto dolente: ci rimango appiccicata oltre il necessario. Ho passato in questa oscillazione i mesi da marzo 2020 a luglio 2021. Non male per avere la fama di essere una decisionista. Adesso ho deciso e ho potuto decidere perché ho capito che dietro le mie oscillazioni stava un’illusione forte e persistente: quella di poter fare la scelta migliore.

La scelta migliore è quella che facciamo con quello che sappiamo in questo momento. Retrospettivamente possiamo valutare che abbiamo preso una saggia decisione o che abbiamo preso un abbaglio ma due o tre cose fondamentali le ho imparate:

  • non cambiare per toglierti dall’incertezza. Sono contenta di essermi permessa di oscillare per tutti questi mesi: ne avevo bisogno per esplorare cosa c’era dietro alla mia incertezza;
  • quando siamo aggrappati a qualcosa sforzarsi di lasciar andare rischia di polarizzare l’aggrappamento. Lasciamo andare quando siamo pronti a lasciar andare e allora possiamo sentire la tenerezza del lasciar andare, la gratitudine e la bellezza del cambiamento;
  • dietro all’oscillazione spesso sta l’illusione che le cose possano essere certe solo se prendiamo la fatidica “direzione giusta”. Peccato però che la direzione giusta valga solo per gli autobus, la metro, i treni e gli aerei. La vita non è un mezzo di trasporto che corre su dei binari. Quello che ha detto che il treno giusto passa solo una volta era un ferroviere sadico!

La paura, generata dall’illusione è diversa da una più generica angoscia esistenziale: la sensazione è che qualcosa ti sia richiesto nella tua vita e tu non sappia di cosa si tratta. Tetsugen Serra

Pratica di mindfulness: La meditazione del lago

© Nicoletta Cinotti 2021 Mindfulness ed emozioni

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