E cosa, infine, è più generoso di una finestra? Pat Schneider

Abbiamo due finestre di conoscenza. Una finestra si spalanca sul mondo. Ci permette di conoscere attraverso l’esperienza di vita, attraverso i contributi delle persone che incontriamo, dei libri che leggiamo, degli amori e delle amicizie che incontriamo. Poi c’è la finestra che apriamo sul nostro mondo interno che ci fornisce una conoscenza intima, personale, unica.

Abbiamo tantissimi anni di scuola per muoversi nella conoscenza esterna. Una conoscenza che ci permette di comprendere e capire il mondo ma anche noi stessi, sempre passando dall’esterno. È come uno specchio: leggiamo l’immagine che l’altro riflette e ci riconosciamo. O riconosciamo le sensazioni che descrive.

Abbiamo pochissimi aiuti invece per imparare dal panorama interno. Nessuno ci offre strumenti che ci permettano di farlo ma se troviamo qualche strumento ben organizzato e facile da usare ce ne innamoriamo subito. Per questo la mindfulness – attraverso i suoi protocolli – ha avuto una risonanza così ampia. Per questo molte persone iniziano una psicoterapia: per trovare strumenti per imparare dal mondo interno. Colmano un bisogno. Una mancanza che si fa sentire. Abbiamo bisogno di imparare dal mondo interno e dal mondo esterno. Non possiamo lasciare che la parte prevalente della nostra conoscenza derivi dall’esterno.

Il passo successivo, quando abbiamo capito che possiamo imparare da questi due mondi, è metterli insieme. È così che coltiviamo la mente-cuore: mettendo insieme il mondo interno e quello esterno. Questa integrazione è fondamentale ed è qui che spesso veniamo colti da pigrizia. E da veri pigri ci limitiamo a chiedere consiglio a chi ci sembra che li metta insieme bene. Però solo noi possiamo coltivare la mente-cuore. La soluzione che va bene per me non può essere giusta per tutti. Ci assomigliamo perché facciamo parte della comune famiglia umana ma non siamo uguali. Siamo unici.

Non essere pigro, non essere pigra. Cerca dei modelli da cui imparare ma poi sosta nell’intimità, il luogo in cui si forma la saggezza della mente-cuore. Non ci vogliono qualità particolari: basta non avere fretta e lasciare che l’intuizione sorga. Basta avere la pazienza delle cose comuni. Basta permettersi di sbagliare perché sono i nostri errori e i nostri fallimenti i migliori maestri. Impariamo solo dai nostri errori. La saggezza degli altri ha bisogno di essere filtrata, masticata e digerita nel nostro modo unico e personale. Nessun consiglio ci salva dagli errori. Qualsiasi errore può essere un punto di svolta.

Stavo pensando alla pazienza
delle cose comuni, come i vestiti
che aspettano rispettosamente negli armadi.
E il sapone che si scioglie quietamente sui piatti,
E gli asciugamani che assorbono l’umidità
dalla pelle della schiena.
E l’amorevole ripetizione delle stelle.
E cosa, infine, è più generoso di una finestra? Pat Schneider

Pratica di mindfulness: Self compassion breathing oppure la meditazione delle 8 su Youtube

© Nicoletta Cinotti 2020 Pratiche informali di ordinaria felicità

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