Ogni tanto mi capita di fare degli spiengoncini. Cerco di farli il meno possibile ma è una tendenza pettegola dentro di me che salta fuori nei modi meno prevedibili e, a volte, nei contesti meno opportuni. Non mi piace la parte di me che fa gli spiegoni perchè non riesco a toglierle quell’aria saccente e vecchia che ho da quando ero bambina. In questo periodo sto guardando la serie Sheldon, su Netflix e devo ammettere che assomigliavo a quel bambino e che solo per miracolo i miei fratelli non mi hanno soffocato nel sonno (ma ci hanno provato!).

Il punto è che quando parte lo spiegone sei convinta che anche agli altri possa interessare e, invece, per molte persone è molesto quasi come il fatidico grillo (o grullo) parlante. Adesso ti ho avvisato: sto per far partire uno spiegone e quindi sei autorizzato a soprassedere e leggere direttamente il post di domani:-)

Lo spiegone di oggi riguarda il fatidico tema del bambino interiore, del reparenting e della nostra personalità fatta di tante sub-identità.

Tutti noi abbiamo un bambino interiore, che la nostra infanzia sia andata bene, benissimo o male. La differenza sta in quanto è funzionale il modo di esprimere le nostre parti infantili interiori. Non sono necessariamente parti che devono crescere e credere che diventeremo, un giorno, tutti adulti, è una delle distopie più deprimenti che posso immaginare. Fortunatamente non si realizza. Ma quand’è che il nostro bambino interiore va curato? Quando esagera. Tutte le nostre esagerazioni nascono dal bambino interiore che, come si sa, non apprezza il senso del limite. Per trattare il bambino interiore la strada è il reparenting, ossia fare con noi stessi quello che avrebbero dovuto fare i nostri genitori e che non hanno saputo o potuto fare. A volte per eccesso d’amore – troppo compensativi – a volte per mancanza d’amore – troppo deprivativi.

Durante lo sviluppo di una regolare pratica di mindfulness è molto probabile che questi aspetti riemergano e spesso ci distraiamo proprio per non incontrarli ma più procrastiniamo e più possono dare vita a delle sub-identità, parti del nostro carattere che entrano in azione in maniera poco costruttiva anche se hanno comportamenti molto adeguati.

Facciamo un esempio banale. Sono una persona bisognosa di amore ma temo di espormi e di venir rifiutata e quindi sviluppo un comportamento compensativo che mi offra un surrogato di quello che cerco. Posso scegliere di diventare seduttiva, saccente, primeggiare, competere. Tutto questo può esprimersi con comportamenti molto adeguati di impegno, dedizione, affidabilità e così via. Sono comportamenti adeguati ma che hanno un aspetto abusante perché sono compensativi di un bisogno e non la risposta a quel bisogno. Sono stata adeguata agli occhi del mondo esterno ma inadeguata agli occhi del mondo interno. Ho fatto un “cattivo reparenting” anche se l’ho fatto con una buona intenzione.

Se riesco a riconoscere il mio bisogno e confortarlo, con il tempo questo bisogno sarà sempre più integrato nella mia vita perché l’avrò consolato. Avrò fatto un “buon reparenting”.

Facciamo il caso che io abbia paura, fastidio, vergogna per questo bisogno e che cerchi di soffocarlo anziché ascoltarlo. Questi ripetuti rifiuti fatti da me stessa a me stessa andranno a formare una parte che terrò a bada più o meno bene tranne che in condizioni di stress, stanchezza o alta intensità emotiva. Allora verrà fuori senza che riesca a controllarla e si comporterà in modo consueto e disfunzionale. In questo caso il reparenting non basterà più e dovrò invece trattare questo aspetto come se fosse un alter-ego con il quale iniziare una trattativa. Dovrò quindi lavorare su quella parte non solo con il reparenting ma con uno sguardo a tutta la famiglia interiore.

Perché te lo spiego? Perché vorrei che tutti i bambini fossero felici: essere felici da soli non ha sapore!

Nel profondo di ciascuno di noi c’è un bambino che era innocente e libero e sapeva che il dono della vita è il dono della felicità. Alexander Lowen

Pratica di mindfulness: Famiglie interiori

© Nicoletta Cinotti 2022 Mindfulness e psicoterapia: formazione in reparenting 26 – 29 Maggio 2022

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